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Progetti automatici
 
 
 





Progetti automatici
di Giovanni Corbellini


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Fatal Error. Come possibilità.
di Marco Ragonese
















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 



Write-up PARAMETRO 260
Stretto fra la necessità di confrontarsi con il rapido mutare delle condizioni
esterne e l’intenzione di rimanere fedele ai propri fondamenti, il pensiero
progettuale sta sperimentando nuove strade. Per quanto contraddittorie
siano le direzioni prese, esse sembrano tuttavia convergere verso la
necessità di invertire il passaggio illuminista dall’eteronomia all’autonomia
evidenziato da Emil Kaufmann. Mai come oggi l’architettura cerca le sue
ragioni fuori da se stessa, spesso inseguendo saperi e strumenti elaborati
in altri ambiti disciplinari. Persino le più autoreferenziali ricerche compositive,
alimentate dai nuovi sistemi di rappresentazione e dal successo delle archistar,
portano le loro ansie di originalità formale a sconfinare negli ambiti della moda
e della comunicazione. Mentre ancora più radicale è il distacco dagli strumenti
consolidati dell’architettura da parte di chi intende potenziarne le capacità di
azione sul reale. I Progetti automatici affrontati nel tema monografico di
“Parametro” 260, a cura di Giovanni Corbellini, riguardano sperimentazioni
tese a limitare l’interpretazione soggettiva e arbitraria dell’autore legata all’idea
di artista romantico. Progetti che stabiliscono relazioni dinamiche tra fatti
concreti, sfruttando senza pregiudizi le condizioni reali e persino l’oggettiva
imprevedibilità dei loro sviluppi. I lavori pubblicati di Piotr Barbarewicz, njiric+,
NL Architects, Antonio Ravalli, Federico Soriano e Dolores Palacios tendono
a progettare se stessi, producendo la loro sostanza architettonica come
conseguenza di ragionamenti condotti su altri piani logici, dove i vincoli economici,
normativi, strutturali, tecnici, funzionali e programmatici possono liberare tutte
le loro potenzialità operative. Una via percorsa da ambiti di ricerca diversi,
dalla musica concreta e aleatoria descritta nel saggio di Renata Meneguolo,
ad altre forme di espressione della contemporaneità - letteratura, cinema,
arti visive - rivisitate da Alessandro Rocca, ma che ha riguardato da vicino
alcuni snodi fondamentali del pensiero architettonico moderno, analizzati nelle
loro luci e ombre da Fabrizio Paone e nella loro più specifica intenzionalità
antigestuale da Federico Soriano, fino alle potenzialità interattive esplorate
da Daniele Mancini attraverso l’esperienza del Ciccio group.

PARAMETRO
numero 260 Anno XXXV Novembre/Dicembre 2005

Quadrante

Editoriale
di Glauco Gresleri

Progetti automatici
a cura di Giovanni Corbellini


Progetti automatici
di Giovanni Corbellini

Piotr Barbarewicz
Uffici a Villotta

njiric+
Casa delle gare, Monte Medvednica
Asilo Sole, Zagabria-Retkovec

NL Architects
Attici sovrapposti, Krommenie
Ponte per il futuro, Budapest

Antonio Ravalli
Polo scolastico, Lido Adriano

Federico Soriano e Dolores Palacios
Centro di servizi sociali, Madrid
Municipio, Lalín

Ciccio. Avventura open source
di Daniele Mancini

Casualità e causalità.
Il paradosso della musica aleatoria
di Renata Meneguolo

Progetti automatici moderni
di Fabrizio Paone

On/off. Procedure aleatorie, dispositivi
meccanici, giochi di parole
e altri incidenti volontari
di Alessandro Rocca

Senza_gesto
di Federico Soriano

La Bustina di Minervini