264-265
Sul pittoresco
 
 
 



Sul pittoresco

Kongenshus Mindepark
“Il luogo della memoria”

di Alberto Pedrazzini
















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 



Write-up PARAMETRO 264-265
Travolta dall’onda di un nuovo internazionalismo, la recente architettura
italiana –sia essa quella sviluppata dalle generazioni più giovani che
hanno preferito alla teoria e all’autocritica la facile modellazione delle
forme digitali, sia quella intermedia dei cinquantenni, incerti se continuare
la linea tracciata dai loro maestri o se inseguire i coetanei rappresentanti
dello star system globale– ha trovato nell’ambito del “paesaggio” il suo
ultimo campo d’azione. Attraverso la mimesi formale e l’esplorazione dei
luoghi, privata però dello strumento dell’analisi a favore dell’osservazione,
le occasioni progettuali guardano al contesto e all’ambiente come la possibile
matrice di elaborazioni organiche e neoespressioniste di origine naturale.
«Parametro» 264/265 intraprende una strada alternativa, partendo dai
medesimi presupposti. Rispetto alla centralità del paesaggio e al ritorno
della natura nell’attuale dibattito disciplinare, si ricerca nel recupero della
visione del pittoresco una chiave di lettura più appropriata e realistica per
spiegare la bellezza della città contemporanea. I testi fondativi di Nikolaus
Pevsner e Auguste Choisy si intrecciano alle precisazioni sull’estetica del
pittoresco effettuate da Raffaele Milani e da Francesca Orestano e alle sue
molteplici declinazioni subite nel corso della storia scelte per alcuni casi
puntuali da Margherita Azzi Visentini, Elisabetta Cereghini, Guido Zucconi,
Caroline Constant. Il gusto del pittoresco persiste nel lavoro di
Mies van der Rohe, nella riscoperta inglese nel dopoguerra, nell’opera degli
Smitshon, i cui approfondimenti sono stati curati da Pisana Posocco,
Michela Rosso e Federico Bilò. Passando per le vicende del moderno, si
giunge alle posizioni contemporanee in cui il pittoresco assume un ruolo di
primo piano, come è dimostrato nei saggi di Iñaki Abalos, Paola Gregory,
William Guerrieri e Renato Bocchi. Accanto a tale excursus è stato individuato
un carattere di italianità, ascrivibile all’estetica del pittoresco, in
Giancarlo De Carlo, Cherubino Gambardella, Alessandro Mendini e
Cino Zucchi, proponendo una selezione di opere recenti.

PARAMETRO
numero 264-265 Anno XXXVI Luglio/Ottobre 2006

Quadrante

Editoriale
di Peter Eisenman

Sul pittoresco

Artful Confusion
di Matteo Agnoletto

Estetica del pittoresco
di Raffaele Milani

Appunti sullo Sharawaggi
di Nikolaus Pevsner

Il pittoresco: un’estetica, un prodotto, una filosofia
di Francesca Orestano

I pittoreschi giardini anglo-cinesi in Francia
e la loro diffusione attraverso l’opera di Le Rouge
di Elisabetta Cereghini

La forza della tradizione: in margine al dibattito
sul landscape garden in Italia
di Margherita Azzi Visentini

Il lascito di Camillo Sitte e l’equivoco del pittoresco
di Guido Zucconi

Il pittoresco nell’arte greca: partiti disimmetrici
e ponderazione delle masse
di Auguste Choisy

Verso un paesaggio spirituale: il cimitero
Woodland e la riforma cimiteriale svedese
di Caroline Constant

Mies van der Rohe e il pittoresco. L’invenzione di
paesaggi architettonici e di macchine per guardare
di Pisana Posocco

La riscoperta del pittoresco.
Nikolaus Pevsner, The Englishness of English Art
e la cultura architettonica inglese nel dopoguerra
di Michela Rosso

Salto Triplo. Gli Smithson dal Pittoresco
al Conglomerate Ordering attraverso il NeoBrutalismo
di Federico Bilò

Viaggio pittoresco per l’Italia contemporanea
Progetti di Giancarlo De Carlo,
Cherubino Gambardella,
Alessandro Mendini,
Cino Zucchi

Che cos’è il pittoresco? Uvedale Price visto dal secolo XXI
di Inaki Abalos

Riflessi del pittoresco nel pensiero
architettonico contemporaneo
di Paola Gregory

Il pittoresco come stereotipo visivo nella fotografia
italiana di paesaggio degli anni Ottanta e Novanta
di William Guerrieri

Architettura peripatetica
di Renato Bocchi

La Bustina di Minervini