ARCHITETTANDO
Varie, diversificate ma non ultime

 
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Paul Klee, "the hero with one wing",
1905





Paul Klee, "two men meet, each supposing
the other to be of higher rank", 1903


Le immagini sono state tratte da:
Paul Klee : his work and thought,
Chicago, London:
The University of Chicago Press,
c1991, 395 p.:ill.; 24 cm.

 



PER UNA CRITICA ALLE RIVISTE D'ARCHITETTURA

ATTUALMENTE IN COMMERCIO

di Gianpaolo Bortolin

Recensione: Articolo pubblicato su riviste o
giornali che, attraverso un’analisi critica, esamina
un’opera letteraria, storica, scientifica, di recente
pubblicazione, dando un giudizio sul
valore di essa o discutendone le posizioni
o i risultati.
- articolo critico relativo a uno
spettacolo teatrale o cinematografico o
a una mostra.
Rivista: (ant.revista) Osservazione,
controllo, verifica minuziosa e particolareggiata
di oggetti, persone, animali , luoghi;
- tipo di pubblicazione periodica che intende
offrire una rassegna delle conoscenze in un
determinato campo (scientifico, letterario,
artistico, economico, giuridico);si distingue
per il carattere specialistico degli interventi;
si diffuse in Europa a partire dal XVII sec.
come organo di divulgazione delle istituzioni
scientifiche e culturali e di idee politiche
(ed ebbero particolare rilievo quelle d’avanguardia
del primo decennio del XX sec., redatte da gruppi
di intellettuali con intenti prevalentemente
innovativi e polemici nei confronti del gusto o
dell’ideologia dominante);
- organo di stampa di un movimento o di un partito;
- periodico ad alta tiratura, per lo più riccamente
illustrato e destinato a un pubblico non specializzato
al quale offre aggiornamenti d’attualità e di costume,
rubriche fisse, corrispondenza con i lettori;
rotocalco (in partic. Nell’espressione rivista illustrata).
Architettura: elaborazione artistica degli elementi
strutturali, funzionali e estetici di una costruzione;
- qualsiasi realizzazione architettonica parziale
o considerata nel suo complesso, dovuta ad una
singola personalità od ai rappresentanti di una data
civiltà;
- fig. struttura, disposizione secondo cui si articolano
le varie parti di un’opera o di un organismo.
Diffondere: rendere presente, operante
e conosciuto in uno spazio sempre più ampio;
- divulgare, propagare, (Diffondersi) estendersi,
propagarsi.
- dilungarsi nel parlare o nello scrivere.
Commercializzare: render commerciabile.
- far oggetto di traffico, e fonte di
guadagno

E’ mia abitudine definire i termini di un argomento
che sto osservando, come insegna Umberto Eco.
Questo articolo vuole essere una critica generale
riguardante la situazione attuale delle riviste di
architettura in commercio. Uso il termine commercio
anziché diffondere perché fa capire come lo scopo
principale sia vendere ad ogni costo a scapito della
qualità delle pubblicazioni.
Dalla definizione dei termini si può affermare che la
recensione è un atto critico e attivo che dà un
giudizio o discute le posizioni.
Dalla definizione dei termini si arriva alla conclusione
che rivista può avere diverse sfumature.
La rivista può essere attenta osservazione, controllo
e verifica del soggetto in questione.
Come insegna Josè Saramago “se puoi vedere guarda
e se puoi guardare osserva ”. Gran parte della
questione sta in queste poche parole.
Il termine rivista là si può intendere anche come
rotocalco.
Rotocalco: rivista stampata con procedimento della
rotocalcografia. Rivista d’alta tiratura e d’illustrazioni
accattivanti destinato ad un pubblico non
specializzato con aggiornamenti d’attualità, di moda
e di rubriche fisse. Ecco la figura dei grafici.
Il compito dei grafici è rendere accattivante anche
ciò che non lo è. Purtroppo molte persone hanno
perso l’abitudine di osservare. Mi sono sempre
soffermato in una parte dell’Amleto di Shakespeare.
Amleto porta degli abiti scuri come la madre in
segno di lutto. Amleto alla Madre: “<< Sembra >>,
signora? No è. Non so che sia << sembra >> ” .
Non bisogna dare importanza all’apparenza
ma all’essenza. Il lutto di Amleto non necessità di
apparire perché Amleto è. Potrebbe essere vestito
con colori sgargianti che comunque non
cambierebbero il suo stato d’animo.
Le riviste attuali si stanno trasformando in
rotocalchi. Commercializzare, “far oggetto di
traffico e fonte di guadagno”. Basti osservare il
quantitativo di pubblicità contenuto nelle riviste.
Per quanto riguarda i testi scritti si usa un
linguaggio ad ampio raggio potenziando la
diffusione commerciale. La maggior parte delle
riviste si dilungano nello scrivere dimenticando
che sono riviste di architettura. Dovrebbero
essere disegni e immagini che esplicano le
potenzialità e l’idea del progetto. Le riviste in
generale sembrano rivolte a storici dell’arte?.
Anche se rivolti a storici dell’arte non c’è nessuna
forma di scambio e confronto critico.
C’è forse il timore di oltrepassare una linea
d’ombra?. Pochissime riviste sono dirette ad
architetti. Ma chi è che scrive nelle riviste?
C’è una perdita di qualità nella struttura a
favore di una più ampia commercializzazione.
Significato o significante. Significante o significato.
Un lettore dovrebbe sentirsi offeso per il
fatto di essere sottovalutato e considerato
privo di giudizio critico e un mediocre osservatore.
Il punto è chi osserva che cosa. Un altro punto è
a chi è rivolta l’osservazione e a volte a beneficio
di chi è fatta tale osservazione. Chi è l’editore,
chi il direttore, chi scrive, chi fotografa, chi è
pubblicato, chi…., ecc.
Dobbiamo chiederci, come insegna Umberto Eco
in Come si fa una tesi di laurea, a chi è rivolta
l’osservazione o la ricerca che si sta facendo.
Risponde Umberto Eco che l’osservazione deve
essere rivolta all’intera umanità. Chi scrive in
una rivista ha una responsabilità non indifferente.
Perché allora siamo giunti a questo livello mediocre
di critica?
A seconda di chi si rivolge la rivista ne consegue
il linguaggio usato e di conseguenza la divulgazione
o la commercializzazione.
Dal linguaggio usato nella rivista si può intuire chi
sarà il pubblico destinatario.
Osservando molte riviste in commercio sentiamo
una sensazione di nostalgia e melanconia per la
mancanza di riviste d’Avanguardia. Una rivista
che osi e divulghi un’idea o meglio molte idee.
Per Avanguardia intendo movimenti artistici che
sfruttano l’effetto schock. Grazie all’effetto shock
un’immagine ne può dominare un’altra.
L’effetto shock è lo stesso principio usato nella
moda o nella pubblicità.
Tramite lo shock un movimento è trascinatore.
Le riviste d’avanguardia nascevano per l’esigenza
interna e spontanea di divulgazione di idee e di
utopie. Un palinsesto magmatico e plasmabile.
Le avanguardie di inizio secolo giocavano con
il linguaggio e coinvolgevano il loro pubblico.
Le riviste di architettura sono documenti
importanti per l’intera umanità. Bruno Zevi dava
precedenza su tutto alla sua rivista.
Bruno Zevi divulgava e riusciva allo stesso tempo a
commercializzare.
Purtroppo non esistono molti Bruno Zevi in Italia
e in giro per il mondo.
Le riviste d’architettura sono rivolte a studenti
di architettura, a laureati in architettura e qualche
volta agli architetti. Il massimo sarebbe se
fossero rivolte all’intera umanità e non solo ad una
esiguo numero.
Ne consegue l’appropriato linguaggio da usare.
Come afferma Massimo Cacciari il linguaggio è una
entità viva che si modifica continuamente.
Criticare senza dilungarsi in inutili frasi di elogio.
Se l’architettura è una materia perfettibile
allora può un progetto pubblicato in una rivista
non avere critica?
Nella lingua inglese c’è un solo termine per
recensione e rivista, review.
Ciò che non si tiene conto è che attraverso
l’atto critico che compie una rivista si può e
si fa architettura. Questo è l’insegnamento dello
storico dell’architettura e architetto Bruno Zevi.
Bisogna anche ricordare che noi viviamo in mezzo
all’architettura. Le riviste hanno il compito di
divulgare per non dovere vivere in una moltitudine
di orrori. Un quadro lo si può internare in un
museo e per vederlo si deve compiere l’azione
di andarci. L’architettura ci circonda ovunque.
Le riviste possono inoltre preservare da folli atti
selvaggi molti beni architettonici rendendoli pubblici.
Le riviste devono sensibilizzare e responsabilizzare
noi tutti al fine di non arrivare alla dispersione
babelica descritta da Paul Zumthor. Solo la
diversità porta fecondità e ricchezza. La natura
ci insegna che l’unico modo per preservarci è la
biodiversità. La monotonia del linguaggio porta
come conseguenza aridità.
Dobbiamo sfogliare moltissime riviste per poterci
allenare nell’osservare. Con un occhio che guarda
avanti e uno che guarda indietro per redimere.
Con disincanto, dobbiamo educarci ad essere
degli osservatori attivi ed acquisire quello che
Franz Marc chiamava la seconda vista.
Perché no, una volta raggiunta la seconda vista
acquisire anche la terza vista.


Bibliografia


Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana,
Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese


Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Vocabolario della lingua Italiana,
Firenze, Le Monnier, 1979

William Shakespeare, Amleto, in Teatro, v.1,
Novara, Edipem, 1973, p.20


Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea,
Bompiani, 1985, p.249