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Le sorti dei CIAM in un film
per l'architettura moderna
di Alessandra
Redivo
Nel 1937 Marcel Lods(1) , un architetto amico di Le
Corbusier che si trovava in Russia per il primo congresso
degli architetti sovietici, scopre la presenza in territorio
sovietico del film francese Architecture d’aujourd’hui,
documentario sull’architettura francese. In questa
occasione lo riporta in patria per riconconsegnarlo
all’architetto svizzero. Il film infatti, insieme al
cortometraggio Batir fu realizzato nel 1930 dal regista
francese Pierre Chenal con la collaborazione di
Le Corbusier e promosso dalla neonata rivista di
architettura Architecture d’aujourd’hui.
Batir e Architecture d’aujourd’hui analizzano i nuovi
modi del costruire e i conseguenti risultati mostrandone
alcuni esempi. Sono documenti importanti per raccontare
la storia dell’architettura tra gli anni ’20 e ’30 da
una
nuova prospettiva: essi propongono e suggeriscono
un nuovo modo di giudicare e di fare associazioni.
In particolare in questo articolo mi occuperó del secondo
film, che ci é pervenuto in due versioni diverse. La prima,
ritenuta quella integrale, mostra esempi di architettura
francese in particolare quella di Auguste Perret,
Robert Mallet-Stevens e Le Corbusier. La seconda é
invece notevolmente ridotta (del montaggio é da
ritenersi responsabile Le Corbusier) e comprende
solamente le riprese che riguardano le architetture
dell’architetto svizzero. Questa ritengo sia la copia
che Lods riporta in Francia e ora andró a spiegare
il significato della sua presenza a Mosca in quegli anni.
In questa versione del documentario la struttura é
quanto mai interessante. I “capitoli” si susseguono
in questa successione: il film si apre con le teorie di
Vers une Architecture; prosegue mostrandoci alcuni
esempi di case unifamiliari (la villa Stein a Garches,
la villa Church a Ville d’Avray e la villa Savoye a Poissy);
di seguito possiamo ammirare il quartiere popolare di
Pessac e per concludere il Plan Voisin, elaborazione
della Ville Radieuse a Parigi. Se parallelamente si
analizzano i temi cui sono dedicati i CIAM, non possiamo
non riconoscere la stessa identica sequenza: a
La Sarraz nel 1928 i congressi si aprono con la
dichiarazione d’intenti, a Francoforte nel 1929 si discute
l’alloggio minimo (qui il confronto non é proponibile
perché Le Corbusier nel film propone ville borghesi),
a Bruxelles nel 1930 il tema é il quartiere popolare,
infine a bordo del Patris II nel 1933 si scriverá la Carta
di Atene, manuale summa della cittá funzionale.
Sembra attendibile che nel 1932 in occasione di un
convegno promosso dal VOKS(2) durante i preparativi
del IV congresso, che si sarebbe dovuto tenere a
Mosca, un gruppo della rivista Architecture d’aujourd’hui
abbia portato la copia in questione in Russia.
A Mosca non puó averlo portato Le Corbusier in
persona. Fece tre viaggi in Russia, ottobre 1928,
giugno 1929 e marzo 1930, ma sono tutti precedenti
alla realizzazione del film. Oltre al suddetto convegno
altre manifestazioni che promuovevano il IV congresso
avevano luogo in Russia. Lo stesso Le Corbusier aveva
proposto il tema per il congresso, ovvero la cittá
funzionale e il film vuole trasmettere un chiaro segnale,
non a caso infatti presentava la sua posizione sui temi
che sarebbero stati affrontati e discussi durante il
IV CIAM.
I primi contatti per un congresso a Mosca cominciano
nel 1929. Nel 1931 inizia la prima seduta preparatoria
per il IV CIAM e Le Corbusier é presente. Il tema
principale dei lavori del congresso diventerá il piano
della “grande Mosca”. Il tema era di grande attualitá
poiché molti architetti si erano trasferiti nella capitale
sovietica entusiasti del programma di edificazione
di circa 400 cittá nuove previsto dal piano quinquennale.
Le Corbusier loda questa officina che produce piani:”In
Russia é stato fissato un programma di costruzione di 400
cittá
di 50.000 abitanti ciascuna, e lo stile di queste
cittá sara moderno, cioé a dire quello che noi stiamo
cercando da piú di venti anni e che si sta facendo in
Russia, invece che discuterne, ammettendolo come il solo
ammissibile”(3).
La direzione dei lavori del congresso viene affidata ad
Ernst May che si trasferisce a Mosca. Proprio nella capitale
sovietica, in giugno, membri del comitato centrale del
Partito tengono un discorso contro la trasformazione
totale della cittá secondo il quale “la costruzione concreta
del ocialismo e quadro di riferimento sicuro anche per la
costruzione della cittá. Le utopie non hanno piú spazio”(4).
In questo clima la cittá proposta da Le Corbusier non
puó essere accettata, il divario tra le due diverse
posizioni aumenta e si cerca di escludere Le Corbusier
dal dibattito.
Nel novembre dello stesso anno si apre un concorso chiuso
per il piano regolatore generale della grande Mosca e Le
Corbusier non viene invitato. Nel 1932 sono comunicati i
risultati del concorso per il palazzo dei Sowjet dove é
chiaro che i progetti accademici sono particolarmete
apprezzati e viene negato a Le Corbusier qualsiasi
riconoscimento. Indignato a tal punto dall’esito si chiede
“se il congresso potesse prendersi la responsabilitá di
accettare l’invito russo”(5). Scriverá anche lettere
di
protesta a Stalin. Ernst May venendone a conoscenza
sciverá alla segreteria generale dei CIAM: “…considerazioni
pazzesche…per minacciare sottilmente il capo del governo
russo a tenere il congresso a Mosca, nel caso che non
venga rivisto l’esito del concorso”(6).
La polemica diventa sempre piú accesa e il dialogo
sembra compromesso: non resta che il confronto a
distanza fra i due. Ai film di May sulla Nuova Francoforte(7),
Le Corbusier risponde con Architecture d’aujourd’hui, dove
punto per punto si contrappone alla cittá auspicata
da May.

Il conflitto franco-tedesco via Mosca trova le sue radici
ben piú addietro e ha come interlocutori Le Corbusier da
una parte e May dall’altra. Nel 1928 a Francoforte Le
Corbusier aveva tenuto una conferenza sull’estetica del
tetto piano e l’amministrazione aveva cercato di dargli
l’incarico di costruire una Siedlung nella Nuova
Francoforte. May non era d’accordo, pensava infatti che
il francese fosse troppo radicale nel trasformare le
abitudini abitative: “Ma chi dovrebbe abitare in queste
case?” si chiedeva. Le Corbusier non si puó liberare dal
trauma di essere considerato solo l’architetto per mecenati.
El’ Lisickij visitó nel 1928 le Siedlung di Ernst May a
Francoforte e poi a Parigi la “villa in un sobborgo della
cittá per una americana di origine tedesca”(8) di
Le Corbusier. Nei suoi appunti di viaggio si legge:
“Le Corbusier fu invitato a costruire due case
all’esposizione di Stoccarda. In Germania l’architettura
e giá diventata un servizio sociale. Le Corbusier rimane
anche qui fedele a se stesso. Produsse opere di gran
talento, ma fino ad ora nessuno ha abitato in quelle
case. Si mostrano ai visitatori per 25 Pfenning di entrata.
L’origine individualista antisociale indirizza la creazione
di questo maestro di gran talento. Il risultato non é
edilizia abitativa ma architettura d’apparenza…credo…
che questo mondo porti col suo sistema a risultati che
sono diametralmente opposti alla nostra strada”(9) .
In Russia si credeva che “l’ideologia di Le Corbusier
fosse collegata strettamente con l’era del capitale
finanziario, con la sua aviditá di guadagno, specifica
di classe e la sua espansione culturale”(10).
In quest’ottica i due modi di vedere l’urbanistica e
l’architettura, la maniera di Le Corbusier e la maniera
di May sono agli antipodi. Dove l’uno vede il nuovo
al posto dell’antico, l’altro vede l’edificio storico
elemento
ondante; dove Le Corbusier sostiene un modello di
cittá esportabile ovunque, May riconosce la vocazione
degli elementi naturali ad ispirare la forma urbana; dove
l’architetto francese vede grattacieli ripetibili sul piano
cartesiano, il tedesco progetta casette a schiera con
orti individuali.
É chiaro a questo punto come il film potesse fungere
da strumento per spiegare l’efficienza e l’efficacia della
propria architettura. May mette in scena tutto questo
in Neues Bauen in Frankfurt am Main. Due anni piú tardi
sará Le Corbusier ad essere protagonista di una simile
esperienza cinematografica con Architecture d’aujourd’hui,
al quale affida il compito di promuovere un confronto
polemico e nella vicenda di Mosca gli affida il tentativo
di guadagnare la supremazia all’interno dei CIAM.
Nel 1933 il clima ostile all’nterno dell’apparato burocratico
staliniano contro l’architettura moderna cresce e la
segreteria del congresso riceve la richiesta di rinvio del
congresso, cosi il IV CIAM si tenne su una nave. May
non era a bordo come la maggior parte della
rappresentanza tedesca.
La nave va allegoricamente verso la fonte mitica
dell’architettura occidentale, Atene. Durante i lavori
viene redatta la Carta di Atene che fissa le quattro
funzioni primarie di cui bisogna tener conto nella
pianificazione: abitare, lavorare, ricrearsi e circolare.
Il IV CIAM sancisce il trionfo dell’architetto francese,
infatti pur la Carta essendo un modello astratto
sottoscrive un chiaro riferimento: la Ville Radieuse.
Le Corbusier ritorna all’origine giovanile aprendo il discorso
al congresso con un prologo che apre la porta alla sua
cittá ideale: “La veritá che avevo colto in questi
luoghi
ha fatto di me un provocatore, uno che ha qualcosa da
proporre…Cosí mi hanno accusato di essere un rivoluzionario…
É stata l’Acropoli a fare di me un ribelle…lo
spirito greco é rimasto simbolo di controllo: rigore
matematico e legge dei numeri sono alla base
dell’armonia…l’armonia sará la chiave della porta
da cui
sará scacciato disordine ed imperfezione…Costruisci con
spirito netto. Questo é l’ammonimento dell’Acropoli”
(11).
Note
1 La lettera di Lods é il documento B3-10 alla Fondation
Le Corbusier.
2 Rivista sovietica di architettura
3 B3-5, Fondation Le Corbusier
4 Christian Borngräber, Le Corbusier a Mosca, in Rassegna, marzo
1980.
5 Cfr. : Protocollo dell’assemblea dei delegati a Barcellona, 29-31
marzo
1932, Archivio CIAM, in Christian Borngräber, Le Corbusier a Mosca,
in Rassegna, marzo 1980.
6 Cfr. : Ernst May, lettera ai CIAM del 24/7/1932, Archivio CIAM, in
Christain Borngräber, Le Corbusier a Mosca, in Rassegna, marzo 1980.
7 Il film fu diretto nel 1928 da Paul Wolff su soggetto di Ernst May.
Il cortometraggio é propaganda delle nuove idee in campo edilizio
della
nuova societá industriale. Il titolo del film é Neues Bauen
in Frankfurt am
Main. Sotto lo stesso titolo sono raggruppati quattro brevi filmati: Die
Frankfurter Kleinstwohnung, Die Frankfurter Kuche, Neues Bauen in
Frankfurt am Main, Die Häuserfabrik der Stadt Frankfurt am Main.
8 El’ Lisickij, Idoly i idolopoklonniki in Stritel’naja promyslennost’,
1928,
in Christian Borngräber, Le Corbusier a Mosca, in Rassegna, marzo
1980.
9 El’ Lisickij, Idoly i idolopoklonniki in Stritel’naja promyslennost’,
1928, in
Christian Borngräber, Le Corbusier a Mosca, in Rassegna, marzo 1980.
10 Christian
Borngräber, Le Corbusier a Mosca, in Rassegna,
marzo 1980.
11 Cfr. : Le Corbusier, Aria, suono, luce, Archivio CIAM, in Benedetto
Gravagnuolo, La Progettazione urbana in Europa. 1750-1960, Laterza,
Bari 1991.
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