| |
|
|
Il MASTER in URBAN MANAGEMENT presso
la Domus Academy raccontato.
Seconda Parte
di Lucia
Frisone
Le
vacanze di Pasqua, tanto attese, hanno coinciso con
la metà dei moduli e rispettivi workshop. Chi come me ha
potuto, per motivi di vicinanza geografica, ha fatto ritorno
a casa. Il rientro a Milano però non è stato tremendo, anzi,
la nostalgia dei colleghi diventati amici e della vita della
Domus, con la quale ormai ci si identica, hanno fatto sì
che fossimo tutti contenti di riprendere i nostri ritmi.
Il primo modulo che abbiamo affrontato ha avuto come
tema “City Design”. Ci sono stati presentati esempi di
progetti di trasformazione urbana sia italiani e in particolare
milanesi, che stranieri. Inoltre, abbiamo visto attraverso
quali vicissitudini, soprattutto burocratiche, è necessario
passare e con le quali bisogna confrontarsi, per portare
avanti un intervento di grossa scala. Il laboratorio è stato
seguito da Pirelli RE, e come tema ha avuto un’ex area
industriale di Settimo Torinese che sarà soggetta a
recupero e trasformazione proprio da parte PRE. Il nostro
lavoro in realtà, più che nello sviluppo di un progetto,
come molti di noi auspicavano, è consistito in una ricerca
sui parchi tecnologici e poli per la produzione di energia
alternativa. Come dire, molto interessante, ma poco
divertente. Inoltre, essendo il tema della ricerca talmente
vasto, andando dalla scala internazionale a quella locale,
è stato necessario produrre un unico lavoro per tutti e
tredici noi studenti, in quanto la suddivisione in piccoli
gruppi, come nei laboratori precedenti, non avrebbe
consentito a ciascun gruppo di sviluppare in modo
adeguato l’argomento richiesto. Inutile dire che coordinarsi
non è stato facile: metti insieme 13 giovani masterizzandi
futuri manager urbani!!! Ma il nostro lavoro alla fine, non
ha deluso le aspettative.
Il modulo successivo è stato quello di “Public Management”
in cui abbiamo analizzato progetti per il recupero di interi
quartieri cittadini. La cosa affascinante è stata confrontare
le realtà differenti, italiane e straniere, e vedere come
queste situazioni venivano affrontate. La difficoltà maggiore
è sempre data della presenza dei cittadini all’interno delle
abitazioni. Quindi al problema della trasformazione, si somma
quello del disagio sociale e non ultimo quello della qualità
del progetto e dell’intervento. Abbiamo visto anche cosa
sono e come funzionano le STU (Società di Trasformazione
Urbana), confrontandole con le corrispondenti francesi SME
(Società a Economia Mista), e come in questi casi sia di
fondamentale importanza la realizzazione di metaprogetti,
per vedere in quale differente direzione possono andare
le trasformazioni e a quale risultato si possa giungere.
E’ un modo molto affascinante per avere delle possibili
visioni su come si trasformerà l’ambito del progetto in
conseguenza della realizzazione dei diversi progetti.
Il laboratorio di questo modulo è stato molto stimolante:
il Comune di Milano vuole recuperare circa 100 aree
(un po’ più che meno) sparse sul territorio comunale e
rimaste inutilizzate, cioè fisicamente vuote, per realizzarvi
abitazioni popolari e servizi. Ed ha chiesto a noi di
individuare delle linee guida, un metodo in sostanza,
flessibile ed adattabile ai diversi casi, che consenta di
realizzare i vari bandi di concorso che riguarderanno le
aree. Come esempio campione ci sono state assegnate
due delle cento aree su cui lavorare. Il nostro compito
è stato innanzitutto un’analisi approfondita del luogo,
della sua storia e delle trasformazioni avvenute, cercando
di comprendere come mai proprio quella area ne sia rimasta
esclusa; inoltre abbiamo analizzato la popolazione che vive
nell’intorno, quali gli aspetti sociali problematici e quali quelli
positivi esistenti, per proporre infine, a grandi linee che tipo
di intervento realizzare, indicando la volumetria residenziale,
i servizi e la tipologia edilizia.
L’ultimo modulo ha riguardato la comunicazione.
Sono venuti esperti del tema a spiegarci come si fa una
comunicazione efficace, come si comunica a livello inconscio
attraverso il corpo e come gestire la comunicazione in caso
di crisi. E soprattutto ci è stato spiegato come comunicare
un progetto o un evento. Ad esempio, nel caso dei cantieri
evento, abbiamo visto in che modo trasformare un momento
problematico per una città ed i suoi abitanti, come
la presenza di un grande cantiere, in un’occasione invece
di condivisione ed anche di crescita, comunicando e
spiegando sia il cantiere che la trasformazione in atto.
Abbiamo visto quindi quali siano gli strumenti idonei per
far accettare questa ingombrante presenza e per
consentire la partecipazione dei cittadini almeno in qualità
di spettatori informati e consapevoli di quanto stia
avvenendo.
Il laboratorio è praticamente stato la continuazione dei
quello precedente, e il nostro compito è stato comunicare
alla città di Milano le intenzioni del Comune e le
trasformazioni che presto riguarderanno il territorio.
In questo caso abbiamo lavorato su 9 delle 100 aree del
Comune, cercando di raggrupparle secondo dei criteri di
similitudine o di affinità e proponendo eventualmente per
le aree con caratteristiche uniche anche interventi differenti
da quello edilizio. Lo scopo infatti era non solo comunicare
alla città la trasformazione, ma evitare che si potessero
creare situazioni di conflitto tra la popolazione e
l’amministrazione, e suscitare al tempo stesso interesse
nei possibili investitori e costrutti. Raggruppare le aree a
seconda di tematiche e caratteristiche consente al Comune
di poter realizzare un bando per più aree e non
necessariamente un singolo bando per ogni singola area.
Oltre a lavorare ai nostri progetti e seguire le lezioni,
ci siamo anche concessi momenti di svago e divertimento.
A maggio, la Domus, in occasione di un evento realizzato
con Telecom Italia, ha organizzato una gita a Venezia,
in pulman, per tutti gli studenti. E’ stato divertentissimo,
sembrava di essere ritornati ai tempi del liceo e alla gite
scolastiche. Inoltre, per molti studenti era la prima volta
che vedevano Venezia e sono rimasti assolutamente
stupiti e affascinati della bellezza di questa città.
Il tempo non è stato clemente, ha infatti piovuto tutta
la sera, ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e abbiamo
percorso correndo sotto la pioggia le calle veneziane,
finendo a rifugiarci in una enoteca a gustare il vino italiano.
Altra cosa che ha caratterizzato questa esperienza sono
state le cene o “party”, organizzate spessissimo nelle
nostre case, dove ognuno contribuiva portando un piatto
tipico del proprio paese. Niente di più semplice e gustoso:
con una pastasciutta, potevi mangiare cibi provenienti da
tutto il mondo!!! Gli orientali restano i miei preferiti,
assaggiare i loro cibi è sempre un’esperienza nuova e
curiosa. Ogni volta pensavo “è buonissimo, qualunque
cosa sia!” Perché infatti, spesso non si capiscono gli
ingredienti e forse…è meglio!
Comunque, tra un party e l’altro siamo giunti alla fine di
questa prima parte del master. Abbiamo consegnato il
nostro ultimo laboratorio il 19 luglio. Dopo la presentazione,
abbiamo discusso sulle varie possibilità di stage e di tesi
di master. Se le nostre idee prima erano confuse, ora lo
sono ancora di più. Almeno per me! Ma è necessario fare
una scelta, c’è chi probabilmente lascerà l’Italia
per
l’Inghilterra o la Francia, c’è chi resterà
in Italia ma non a
Milano (Genova e Modena) e c’è chi invece resterà
a
Milano. Ma il clima della classe, la nostra aula dove tante
cose sono state vissute, tanti scambi non solo culturali ed
anche alcune liti, che comunque ritengo necessarie ed un
importante momento di crescita oltre che un confronto
decisamente forte, tutto questo ormai è finito.
E se da una parte dispiace, dall’altra c’è la voglia
e
l’entusiasmo di confrontarsi con realtà diverse da quelle
“accademiche”, di mettere in pratica quanto appreso e
di lavorare sulle tematiche che tanto ci hanno appassionato
e tanto hanno occupato le nostre giornate e alle volte
anche le notti. Ma ora è tempo di vacanza, di ritorno nelle
proprie case ed ai propri familiari, e soprattutto, per me,
di fuga dal caldo e dalle zanzare di Milano!
|
|