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BURATTI+BATTISTON
ARCHITECTS
Architettura in... un modus operandi
Gabriele Buratti, Oscar Buratti e Ivano Battiston,
partners dello studio BURATTI + BATTISTON
ARCHITECTS, al lavoro con alcuni collaboratori.
E’ un gruppo di lavoro flessibile ma molto integrato,
ogni collaboratore segue più progetti che sviluppa
con i partners, ma spesso ci si incrocia convogliando
le forze sui lavori più impegnativi.
Consideriamo il nostro studio come un laboratorio,
molto attrezzato ma assolutamente artigianale, nel
senso che affrontiamo ogni progetto come un’operazione
sperimentale costruita con le competenze dell’artigiano
e la tradizione della sua bottega; credo che la definizione
di Adolf Loos “l’architetto è un muratore che ha studiato
il latino” descriva bene il nostro atteggiamento
progettuale.
Pur tenendo
conto delle diverse esperienze personali,
tendiamo a non creare competenze e specializzazioni
particolari, ma a considerare il progetto stesso come
l’operazione primaria, di cui la scala ed il tipo sono
categorie della stessa disciplina; poter lavorare
simultaneamente su progetti a scala molto diversa, dal
design di un oggetto al piano urbano di un quartiere,
diventa l’occasione per riflettere con maggior
consapevolezza sulla questione dell’adeguatezza e del
valore delle nostre proposte, sulla responsabilità civile
del nostro mestiere.
La nostra operatività si basa sull’alternanza di riunioni
collegiali ed elaborazioni di approfondimento, dove la
costruzione ed il lavoro continuo sul modello o sul
prototipo rimane la fase centrale dell’attività progettuale.
Anche il nostro rapporto con i clienti è molto forte e
diretto; se qualche volta si è costretti ad accettare
compromessi e rinunce, molto spesso diventa
fondamentale per la ricerca della soluzione corretta e
condivisa e per la qualità del progetto.
Un ringraziamento
a tutti i collaboratori ed in particolare
a Roberta Numi, Elena Crespi e Massimiliano Gini,
che da vari anni condividono con noi fatiche e gioie
dello studio.
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