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FESTSCHRIFT
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Festschrift 80
Non
sono stati in molti ad accorgersi degliottant’anni
di Robert Venturi.
Non è sorprendente: nonostante egli sia da quarant’anni
esatti, a partire dalla pubblicazione di Complexity and
Contradiction in Architecture, una stella fissa per la
formazione di qualunque architetto, la sua figura è rimasta
a lungo in una posizione defilata della cultura architettonica,
insieme a quella di Denise Scott Brown, con cui pubblicò
Learning from Las Vegas nel 1972.
Gli
auguri di Antonio Monestiroli
Per
il compleanno di Robert Venturi.
Da: Robert
Venturi,”Complessità e contraddizioni nell’architettura”
The Museum of Modern Art, New York, 1966.
Edizioni Dedalo Bari 1980.
“Accogliere
la complessità in architettura non significa rinnegare
quello che Louis Kahn ha definito desiderio di semplicità. Ma la
semplicità estetica che soddisfa la mente deriva, se valida e profonda,
da una complessità nascosta. L’apparente semplicità
del tempio
dorico è raggiunta attraverso le ben note sottigliezze e precisioni
delle sue distorsioni geometriche e attraverso le contraddizioni e
le tensioni inerenti al suo ordine. Il tempio dorico ha potuto
raggiungere una semplicità apparente tramite una complessità
effettiva. Quando la complessità scomparve, come nei templi di
epoca successiva, la mancanza di vigore sostituì la semplicità.
La complessità non nega la validità della semplificazione
come
fase di un processo analitico, e persino come metodo per
arrivare alla stessa architettura complessa. Ma tale tipo di
semplificazione è un metodo teso a raggiungere un’arte complessa:
non deve diventare uno scopo."

Schizzo
di studio per il ponte dell’Accademia a Venezia
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