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Lo Stretto Necessario
 
 
 
 


Editoriale
Al di qua e al di là dello Stretto

di Glauco Gresleri

Ai suoi tempi Giove non scherzava. Dovendo dare un
esempio di rigore nel governo degli dei punì Cariddi,
figliola del dio Nettuno e della dea Terra, che troppo
s’era resa colpevole di rapine, colpendola col suo solito
fulmine e precipitandola a formare un gorgo pericolosissimo.
Il perché chiamiamo in causa quel momento drammatico
è perché Giove, in tale occasione, -privilegiò per la fine
di Cariddi proprio quello Stretto oggi sulla cresta dell’onda dei media per il dibattuto “progetto del ponte”.
Certo, se per l’antichità lo Stretto fu famoso per tale
leggenda, ora lo è per l’imbarazzo della tanto e dubbia
lunga attesa del Ponte che dovrebbe superare
definitivamente il pericolo del “gorgo” mitologico.
Del Ponte struttura, della sua soluzione maxitecnologica
e anche dell’impatto immagignifico con cui verrà
ad incidere così significatamente nell’area mediterranea,
Parametro non parla. L’oggetto e la sua identità sono
già ampiamente presenti negli strati della comunicazione.
E’ parso invece alla rivista, nell’attenzione delle forze
disciplinari parallele che affiancano Parametro,
di esaminare il significato del ponte, cordone ombelicale
così tanto oggetto di studio e così provocatore di
fibrillazione tecnico – scientifica, non nella sua ipotesi
costruttiva e realizzativa, ma negli effetti che esso verrà ad indurre nel territorio, inteso questo nella sua nuova dimensione italo – sicula, curiosando nei fenomeni di osmosi e di raffronto tra le due culture diverse che il meccanismo di scambio metterà in moto.
La scintilla provocatrice di questa analisi, raccolta da
Domenico Cogliandro, è partita dal libro
“Eco sistemi urbani in Italia” di Franco Archibugi edito
a Roma nel 1999 da Cangemi, che immagina l’eco
sistema urbano dello Stretto come sistema policentrico
in cui l’attraversamento non si ponga solo come infrastruttura di trasporto, ma costituisca vero e proprio sistema urbano attraverso una strategia di intervento razionalizzante, in grado di operare una progettazione unitaria dell’intero territorio.
Certo il ponte muoverà molte acque, nella struttura
ma anche nella cultura delle due terre.
Parametro inizia con questo numero ad immaginarne
i possibili sviluppi.
Girando pagina - anzi ribaltando la rivista nelle
proprie mani per dare libertà di espressione ad un argomento diverso - una parte della redazione è andata alla scoperta di un nome nuovo, questa volta guardando dall’altra parte delle coste italiane, verso la Croazia, per dare voce ad un fervore di forza disciplinare con vitalità di primordine che certamente troverà spazio sulle riviste di architettura dell’immediato nostro futuro.