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Editoriale
di Glauco Gresleri
PARAMETRO
VERSO QUOTA TRENTACINQUE
Il 27 gennaio
1977 la rivista “Parametro” a mezzo del suo
direttore Giorgio Trebbi inviava alla Fondazione
Le Corbusier a Parigi la seguente lettera:
“Illustri
Signori, veniamo con la presente a formulare una
proposta per la quale chiediamo rispettosamente il vostro
consenso. Poiché nell’ottobre del 1977 si realizza a
Bologna, nell’ambito del Salone Internazionale
dell’Industrializzazione Edilizia, la presenza ufficiale della
Francia al Convegno sui modi d’intervento nella città e
nell’architettura, e poiché celebriamo, sia pure con lieve
scarto temporale, il cinquantesimo anniversario dell’”Esprit
Nouveau”, diversi enti locali da noi stimolati propongono di
ricostruire a Bologna il padiglione progettato da
Le Corbusier (e oggi distrutto) per l’Esposizione di Parigi
del 1925.
Si tratta di un richiamo, che tocca profondamente il nostro
animo, per l’universalità di quel messaggio e di un modo
concreto per fissare in mezzo a noi il ricordo del Maestro
che ci ha personalmente conosciuto e dal quale ci è
giunta una indimenticabile lezione per la nostra vita di
architetti.
La fedeltà all’idea originale nell’esecuzione dell’opera
può
essere assicurata dal controllo diretto di architetti di
comune fiducia.
Nella speranza che possiate risponderci con la sollecitudine
che i tempi disponibili impongono e nel ringraziarvi di cuore
dell’attenzione, certi che vorrete comprendere lo spirito
disinteressato con il quale vi interpelliamo, gradite i migliori
saluti.”
Inizia così
l’introduzione al volume di Giuliano Gresleri
“L’ESPRIT NOUVEAU – PARIGI/BOLOGNA – COSTRUZIONE
E
RICOSTRUZIONE DI UN PROTOTIPO DELL’ARCHITETTURA
MODERNA” edito da Electa, Milano 1979, che illustra
esaurientemente gli studi preparatori, la fase realizzativa,
e l’opera compiuta del famoso padiglione, testimoniando
come la genesi dell’iniziativa (tanto eccezionale da
riscuotere risonanza mondiale) si debba alla atmosfera
di studio e alla tensione spirituale del team di Parametro.
“Non solo carta” era il motto che animava il gruppo
d’iniziativa che aveva fondato la rivista sette anni prima
e che agiva anche sul terreno reale con attività di
promozione e ricerca per la qualità dell’operare in
architettura.
Questo dell’Esprit Nouveau, come quello dell’anno
successivo 1978 con la creazione del “Centro internazionale
di Studio, Documentazione e Ricerca dell’abitare OIKOS”,
sono solo due dei momenti forti vissuti da Parametro,
come referenza significativa nel dibattito culturale italiano,
che troveranno riflessione ragionata in una mostrra-evento
organizzata in una sede importante nella città di Bologna
nel prossimo anno 2005, in occasione del 35° anno di vita
editoriale della rivista.
Parametro è nata da una confluenza casuale di personaggi
bolognesi e non che, comunicando tra loro e scoprendo
comunanza sul modo di pensare i problemi della relazione
uomo-ambiente, hanno creduto nella possibilità di “dilatare”
tale pensiero attraverso un progetto editoriale che
superasse le diversità reciproche di posizione culturale e
che, anzi, assumesse queste come lievito per dare sapore
e vivacità al contenuto. Ed è in tale scambio dialettico
che ha così potuto trovare tanta vitalità per oltre un
terzo di secolo.
Dopo l’uscita del primo numero 1970, dedicato alla
illustrazione dettagliata del Piano di Tange per lo sviluppo
nord di Bologna che doveva costituirsi unico documento
e memoria di tale fase illuminata sul possibile sviluppo in
qualità della città (decaduto nel più totale oblio
per i
dissensi laceranti all’interno della compagine di guida del
Comune), la rivista ha potuto annoverare via via una
collana di eventi significativi, registrando così personaggi
e documenti che hanno segnato la storia di tutti questi
anni, spaziando dall’Italia ad altre nazioni e ad altri
continenti.
Parametro 2005 chioserà così, con un convegno a livello
nazionale che analizzerà i rapporti tra la cultura delle
scienze preposte all’abitare e lo specchio che di essa
ha fornito la categoria delle riviste disciplinari specializzate,
una mostra, ove i personaggi carismatici che hanno
costituito il suo staff scientifico ed editoriale e le
“grandi firme” che hanno onorato la testata, sfileranno
su una passerella ideale assieme alle pagine più significative
tra le oltre 250.000 uscite di stampa.
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