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Mutazioni del paesaggio
 
 
 

 



Mutazioni del paesaggio
di Raffaele Milani e Andrea Morpurgo

Gli scritti, qui raccolti, sono stati elaborati dai loro
autori sulla base delle lezioni che hanno tenuto nel
giugno dell'anno scorso a Bologna, in occasione della
Scuola estiva sulla "Morte del paesaggio naturale".
Il corso ebbe un notevole successo, comprovato
anche dal fatto che quest'anno continuerà all'Università
degli Studi di Roma III, il prossimo al METU di Ankara,
per terminare poi all'Università Johannes Gutenberg
di Magonza nel 2005. La scuola, della durata di una
settimana, venne organizzata dall'Università degli
Studi di Bologna con la stretta collaborazione di
diverse facoltà e dipartimenti e con l'adesione
dell'AISE (Associazione Italiana Studi di Estetica).
Presentiamo in questo numero di "Parametro"
la fitta rete dei preziosi contributi scientifici.
I vari interventi muovono dalla consapevolezza
di una nuova situazione culturale: la trasformazione
del paesaggio come ideale dell'arte e della vita
estetica. Architetti, filosofi, storici, antropologi,
geografi, paesaggisti, critici d'arte e di letteratura
hanno preso in esame il modello d'età illuminista e
romantica o quello da esso derivato, allo scopo di
osservarne l'ascendenza e l’eredità culturale,
il significato simbolico e il superamento. In un
momento drammatico della vita del paesaggio
naturale, momento che ha sollecitato appunto
l'urgenza di una tale trattazione e discussione,
tutti i relatori hanno concordato sulla necessità
di ribadire l'altissimo valore del suo significato
storico, culturale, umano. Allo stesso tempo essi
hanno ritenuto praticamente insostituibile tale
termine, nel caso si volesse fare un confronto
con altri: territorio, ambiente ecc. Si apre in tal
modo, su queste pagine, un importante registro
del suo spettro percettivo, sentimentale,
rappresentativo, progettuale, evocativo. Molti
aspetti della civiltà e del sapere sono stati messi
in relazione tra loro al fine di ricercare l'identità dei
luoghi, la loro conservazione, la loro rovina,
il loro possibile restauro.
Nel corso dei secoli e soprattutto nel Novecento il
paesaggio e la sua rappresentazione sono cambiati
notevolmente. Assistiamo a un dilagare di grandi
mutamenti paralleli alle profonde modificazioni della
sensibilità umana e dei modi di conoscere. Eccellenti
relazioni, qui riunite in una collezione di testi mirati,
hanno posto la descrizione e la trasformazione del
paesaggio come categoria del pensiero, dell'arte,
dell'attività umana disegnando una complessa
architettura del fare e dell’immaginare.
Pur ponendosi il problema della crisi del paesaggio
moderno, il riconoscimento del suo valore si
afferma, tra questi scritti, in un grande slancio
interpretativo che va dall'antichità classica e dalle
tradizioni extraeuropee al futuro, per un progetto
integrato di culture diverse.
Il volume si compone di trentuno riflessioni:
un’estesa ricognizione suddivisa per aree tematiche
(Storia e rappresentazioni, La lettura estetica,
Lo sguardo analitico, Il progetto del paesaggio),
non per afferenze disciplinari. All’interno di ogni
sezione infatti s’incrociano interventi di studiosi
di diversa provenienza. E ciò allo scopo di far
vivere un utile scambio nei molteplici approcci.
Descrizioni, rappresentazioni, analisi, progetti
svolgono un pensiero a più voci, un itinerario
avvincente tra le categorie del fare e dell’immaginare,
tra i modi della cultura e della storia, tra le
immagini del simbolo e della critica, tra i valori
della tradizione e dell’evoluzione. Da questo piano
di mutazioni, prima e dopo l’invenzione del paesaggio,
emerge una civiltà del luogo come memoria del mondo.
Un’esercizio di descrizione delle trasformazioni
passate, presenti e future che sappiano in ultima
istanza mostrare anche il cambiamento dei quadri di
riferimento che generano e producono la diversità
dell'architettura contemporanea, del suo paesaggio
e dello stesso paesaggio naturale. L’uomo, ancora
una volta, può tentare in tal modo di rinnovare il
suo ruolo di custode e progettista dello spazio che
lo circonda e del tempo in cui vive.