FOTOGRAFI ed ARCHITETTURE
Immagini e soggetti architettonici

 
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MARCO CIARLO


FOTOGRAFIA ED ARCHITETTURA
di Marco Ciarlo

Il rapporto che esiste fra la mia architettura e la
fotografia, ora che ci devo pensare, ha radici molto
lontane.

Da ragazzo frequentavo i cantieri di mio padre e amavo
fissare momenti del lavoro attraverso scatti b/n che
poi sviluppavo e stampavo in un laboratorio artigianale
ricavato in una camera fredda adiacente il terrazzo di
casa dei miei genitori. Ho cassetti pieni di quelle
immagini, che documentano l’evoluzione del lavoro di
mio padre e delle sue maestranze. Una fase della mia
vita importante nell’evoluzione personale e professionale.
Brani di quartieri ancora da nascere, di case che non
avevano storia né vita.



Ora, le fotografie ai miei lavori difficilmente sono io
a farle e ciò che raccontano è qualcosa di completato,
ma la dimensione e l’escursus inizia dal cantiere.
Ecco, a mio avviso, il vantaggio di lavorare in provincia.
Poter frequentare più cantieri nel corso di una stessa
settimana, pilotando a vista piccole migliorie che
talvolta in studio non si riescono a prevedere,
consolidando un rapporto con le maestranze che va a
costituire un patrimonio di apprendimenti fondamentale
per la crescita professionale. Soprattutto dal mio
punto di vista, che affronto il progetto come se dovessi
dipingere un quadro o comporre una tavola multi
materica, e che quindi penso e accolgo il risultatofinale
come un manufatto.

La fotografia permette allora di cogliere, anche le
espressioni inconsapevoli dell’opera, fissando il
qui e ora, rappresentato dal rapporto di luci e ombre e
dall’atmosfera creata dai singoli parametri che in quel
contesto hanno contribuito a costituire quella forma.
Nel caso della mia esperienza, un limitato numero di
immagini corrisponde veramente all’idea progettuale
originale.

Questo è ciò che deriva da oltre dieci anni di stretta
collaborazione con Alberto Piovano.
Fotografare è un lavoro molto impegnativo perché
richiede tempi lunghi di preparazione e talvolta l’attesa
di ondizioni ambientali non manipolabili, come la luce
naturale giusta, e altri fattori, costringono a sospendere
e a rimandare le operazioni di ripresa. Allo stesso modo
diventa per me un’importante verifica progettuale.
Attraverso gli occhi di Alberto le architetture si
trasformano in immagini: le lunghe ore di posa ci
permettono di osservare secondo angolazioni particolari
e particolareggiate, discutendo insieme su concetti e
contenuti.

Queste immagini diventano infine un contributo
indispensabile per riflettere a posteriori sull’atto
realizzativo, ora realizzato, al fine di crescere,
migliorare e proseguire lungo i propri percorsi.