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Ivrea, passato e futuro
di una company town

 
 
 




















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 



La Bustina di Minervini
di Antonio Minervini

“Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive,
abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva /
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che
scippano donne truccate; il visagista delle dive è truccatissimo /
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia sì Italia no Italia bum, la strage impunita...”
Elio e le storie tese, La terra dei cachi da Eat the phikis (1994)


Signore e Signori, Madames e Monsieurs andiamo adesso ad
affrontare le domande delle domande, il filo teso dell’ambiguità,
la ricerca del discrimine, il brivido della scelta il distinguo del
concetto... inizia così come una presentazione da circo la mia
bustina e non potrebbe essere altrimenti visto il tema che siori
e siore vado ad affrontare.
Ma facciamo un passo indietro: tutti voi conoscete Alfred Nobel
e se non il nome, almeno il cognome che diede il nome
(e vai con la prima giravolta linguistica) al premio che ogni anno
viene assegnato a persone che nei propri campi hanno raggiunto
importanti traguardi particolarmente significativi per il progresso
umano. Bene. Io personalmente sono sempre stato affascinato da
un altro aspetto di Alfred Nobel e ci metto quindi anche il nome:
la dinamite, l’esplosivo a base di nitroglicerina che il nostro
Alfred inventa nel 1866 per scopi benefici e poi pentito invece
dagli altri usi, per niente benefici per cui veniva utilizzata,
lascia il suo notevole patrimonio per risarcire in qualche modo
la società dai danni della sua invenzione... Io di questi che fan
le cose e poi si pentono, inizio a non poterne più, ma di questo
forse ne scriverò in un altra bustina.
Ora la domanda in cui ci dividiamo é: la dinamite è buona o cattiva?
Certo mi sembra buona la dinamite che butta giù l’ecomostro di
Punta Perrotti a Bari o quella che tempo prima ha ridotto in polvere
un’altro ecomostro, quello del Fuenti amalfitano e per inciso
smettiamo di chiamarli ecomostri, sono mostri e basta, con eco
di ecologia davanti sembrano mostri buoni che non sporcano o
che fanno la raccolta differenziata... ma tornando a bomba (ops!)
è altrettanto buona la dinamite che Massimiliano Fuksas vuole usare
contro il quartiere Zen di Palermo (Vittorio Gregotti architetto)
o contro le Vele di Secondigliano (Francesco Di Salvo architetto)
o il Corviale a Roma (Mario Fiorentino architetto) e chissà contro
quant’altro? E se nasce una faida? Qui si rischia che questi tra una
lezione e una conferenza inizino a tirar dinamite o a girare in
mimetica pronti ad assaltare le costruzioni nuove o vecchie dei
colleghi! Insomma si rischia che la dinamite (benedetto Nobel!)
oltre a diventare un capo di abbigliamento tristemente famoso
(a mo di cintura) diventi anche normale equipaggiamento di architetti,
tra il computer e la matita. Insomma cupe vampe come in un film
di Moretti...
E la parola d’ordine di queste legioni di nuovi avanguardisti dovrebbe
essere a sentire Fuksas, morte al brutto, viva il bello! Niente di nuovo
per questo è quello che dicono tutte le avanguardie... Ma chi decide
cos’è bello e cos’è brutto? Nell’attendere risposta a questo e non
basteranno certo le ultime righe di questa bustina, un piccolo sguardo
laterale: un tempo si demoliva forse con maggior vigore di adesso ma
la cosa interessante a parer mio, è che dopo il passaggio dei barbari o
dei francesi o degli stukas, rimanevano rovine (ruine) che reggevano
il loro essere stati edifici, monumenti, ponti o quant’altro anche nel
loro amputato rimanere. Questioni di materiali dico io, quelli che
rimanevano in piedi e quelli per terra che a volte servivano ancora
per ricostruire altri edifici, ponti, chiese, ma anche questione di
pensiero un pò più lungo o profondo sicuramente diverso... Lo so
non ho risposto alla domanda: cos’è bello e cos’è brutto e vi svelo
un segreto: lo sapevo dall’inizio della bustina che non avrei risposto.
Facevo così anche agli esami. Ma una mia opinione ce l’ho:
Fuksas mi è simpatico...