900'
Storia di storie di testi d'Architettura

 
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L'Estetico il politico





Guarda chi c'era,
guarda chi c'è













 


A proposito del Situazionismo
di Brunetto De Batté

Piero Simondo nel suo ultimo libretto, guarda chi c’era,
guarda chi c’è
, l’infondata fondazione dell’Internazionale
situazionista, Ocra press, Genova maggio 2004, racconta,
essendo quasi l’ultimo rimasto, racconta…
…poi il nocciolo duro…
di un libro mai scritto…
a suo modo…
ma lucido sulla “verità” di un’avanguardia, di una
serie di “situazioni” che portano alla determinazione
dell’I.S., è ovvio che da osservatore e da post I.S. in
Lab D.S., posso trarre una riflessione che ognuno ha un
punto fermo nell’osservazione di un movimento anche
per chi ne partecipa attivamente…
stà il fatto che il libretto è una rarità vera...
Mirella Bandini in l’estetico il politico individua da
Cobra all’I.S., 1948/1957, una molteplicità di rivoli ben
identificati nella cronologia, nel glossario, nella
bibliografia… anche da ritrovare ma soprattutto nella
mappa delle correnti convergenti al Laboratorio di Alba.

Sempre seguendo la cifra di Piero Simondo Debord ha
un ruolo importante ma in conflitto con la linea italiana.
Le sfumature degli intendimenti erano legati alle visioni
di una radicata diversa politica nazionalista. Ma il
movimento è chiaro e si profila e radica nella polemica
tra Asger Jorn e Max Bill, nell’adesione del movimento.
Pittura nucleare con Baj e Dangelo, poi Ettore
Sottsass j. fondamentale per lo sviluppo dell’architettura
radicale, (più che Constant -lettera morta / oggi riscoperto)
l’hazard e soprattutto nella piscogeografia oltre al
détournement.
Ed è proprio su queste ultime linee che le
ultime generazioni critiche sguazzano in malo modo
riallacciandosi a fenomeni di “recupero in non sense”
altro al “difendiamo la libertà”…
tra questi il Marco Scottino che persiste su un terreno
talmente sociale rendendo tutto frivolo e atopico scivolando
su un postneorealismo forzandolo in ciò che è povero è
bello tra networkingcity & empowerment/cantieri italia
(mandiamoci lui a vivere in baracche…) ben altro era
il rapporto con gli zingari ad Alba(1954) ed i fini….
Se oggi si sente l’esigenza di ripescare in un Movimento
od in PERSONAGGI è fuori dubbio l’incertezza del procedere
la linea da Pinto Gallizio a Sandro Cerchi, da Walter Olmo
a Gil J Wolman, dalle testate che a sequenza escono
con COBRA ERRATA ALFABETA a tutte le opere di
volantinaggio & pubblicazioni a seguito, dal Sanguinetti
al Simonetti sino ad arrivare a Carlo Romano e
Sandro Riccaldone veri esperti e detentori delle storie…
per l’architettura è ben chiara… più che le soluzioni
compositive di Constant affascinanti metastrutture di
un possibile manifesto (tra “Demain la poésie logera la
vie” e “New-Babylon”) è di grande interesse tutto dal
campo del nomadismo alle mappe mentali urbane dei
frammenti potenziali di un abitare parti di città
“periferie” bordi, satelliti di un sistema dove il quotidiano
ha la sua ragione. In questa logica si comprendono
le ricognizioni degli UFO, di Ugo LA PIETRA, prima
Pianeta Fresco poi attraverso IN & IN più, e Che...
l’ISTANT CITY non solo degli ARCHIGRAM avanzava
in modo naturale superando ampiamente il dopoguerra
sino a raggiungere la “città diffusa” e qui il fondamentale
ruolo di Henri Lefebvre con Debord di anticipare
criticamente le possibili prefigurazioni del divenire raccolte
in Omar Calabrese in “l’età neobarocca”…Anche se
Lara Vinca Masini in “L’arte del novecento” ritaglia un
posto monografico ed isolato a sfavore di altri pur
utilizzando gli apparati della M. Bandini nel gruppo dei
Situazionisti ma nessuno ha ancora sottolineato che nei
vari interventi dei nutriti seminari che pur evadendo
lo spazio composto e progettato si sosteneva in coro la
determinazione di uno spazio sensibile.




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Riccardo Pellegrino